In questo eterno trend per lo streetwear che sta riempiendo le passerelle di tutto il mondo c’è un piccolo marchio parigino a cui sono molto affezionato per il suo modo di approcciare la moda. Immaginiamo una sorta di Vetements ma meno legato al mondo underground, con collezioni che combinano lo streetwear e il mondo dell’haute coutureY/Project ha cominciato la sua breve (per ora) ma fortunata incursione parigina quattro stagioni fa con una presentazione in un club vicino a Place de la République e poi, dalla stagione successiva, si è lanciato con la sfilata e devo ammettere che i capi che Glenn Martens disegna sono molto più interessanti visti in passerella. La resa è differente, sono più “concettuali” (ammesso che significhi ancora qualcosa) e, soprattutto, danno l’idea delle sue capacità. La collezione s/s 2017 è cominciata con la Carmina Burana di sottofondo in un liceo parigino nel quale eravamo letteralmente uno sull’altro per riuscire a goderci la sfilata di questo giovanotto belga.

Glenn Martens è perfettamente in grado di bilanciare in una sola collezione camicie con maniche settecentesche, corsetti che sembrano fuoriusciti da un museo del costume, pantaloni abbottonati davanti lungo tutta la gamba, camicie e gilet in denim, felpe con il cappuccio (ah Vetements quante idee sa dare!), sabot e sandali incredibilmente Anni Ottanta e, infine, giacche sartoriali che sembravano arrivare direttamente da Savile Row, la via dei grandi sarti londinesi. Tutto questo senza dimenticare un perenne tocco sexy quasi sadomaso (che nel mondo della moda non manca quasi mai) e, udite udite, abiti da sera. Intendo dire veri abiti da sera, quelli lunghi fino ai piedi e svolazzanti. Per farla breve c’era qualunque cosa, un’accozzaglia di capi diversi tra loro e che poco centravano l’uno con l’altro ma, alla fine, la sensazione era quella di aver visto qualcosa di veramente nuovo. Anzi non nuovo ma Nuovo.

 

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